Agenzia Hawzah News – La Guida martire della Rivoluzione Islamica, l’Imam Seyyed Ali Khamenei, che Iddio ne elevi il grado, ha illustrato in alcuni interventi vari aspetti della personalità e della condotta dell’Imam Muhammad al-Taqi al-Jawad (pace su di lui). Egli presenta l’Imam Jawad come l’iniziatore del dibattito sociale aperto, il precursore della lotta contro la tirannia e un modello ispiratore per i giovani.
In questi interventi, la vita breve ma colma di lotta dell’Imam Jawad (pace su di lui) viene indicata come una grande lezione per il risveglio della società islamica.
L’iniziatore del dibattito sociale aperto
«Il dibattito aperto è una cosa positiva; io sono favorevole al dibattito aperto e lo sono sempre stato. Questo è il primo punto: noi non respingiamo il dibattito aperto, anzi lo accogliamo con favore. L’iniziatore del dibattito sociale aperto è stato l’Imam Jawad (pace su di lui). Certamente anche prima dell’Imam Jawad, al tempo degli altri Imam, vi erano molte discussioni; ma il fatto di riunirsi collettivamente per confrontarsi e dialogare fu introdotto per la prima volta dall’Imam Jawad».
2 Khordad 1360 (23 maggio 1981)
Egli fu l’Imam e il precursore del movimento del popolo iraniano
«Il sanguinoso ricordo del 17 Shahrivar è il proseguimento della lezione eterna e indimenticabile che l’Imam Jawad ci ha lasciato. Perché un grande Imam viene martirizzato a venticinque anni? E perché l’apparato tirannico del suo tempo non riesce a tollerare più a lungo questo discendente del Profeta? La risposta ci viene data dalla vita e dalla personalità dell’Imam Jawad. Egli era il simbolo della lotta contro il falso; era colui che si adoperava per il governo divino. Combatteva per Dio e per il Corano; non temeva i poteri dominanti. In verità, egli era l’Imam, il modello e il precursore di quel movimento che oggi il popolo iraniano porta avanti unito».
Discorso in occasione del 17 Shahrivar presso la sede della preghiera del venerdì di Tabriz – 17 Shahrivar 1362 (8 settembre 1983)
La vita dell’Imam Jawad è un modello per i giovani
«Anche la vita dell’Imam Jawad (pace su di lui) rappresenta un modello. Nonostante le sue altissime stazioni spirituali e la sua immensa grandezza, lasciò questo mondo a soli venticinque anni. Non siamo noi a dirlo; è la storia stessa a testimoniarlo, persino nelle fonti non sciite. Quel nobile Imam, già durante l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza, raggiunse una straordinaria autorevolezza agli occhi di al-Ma’mun e di tutti gli altri. Sono aspetti di grande importanza, che possono costituire per noi un autentico modello».
Dialogo durante l’incontro con un gruppo di giovani in occasione della Settimana della Gioventù – 7 Ordibehesht 1377 (27 aprile 1998)
Una programmazione religiosa intelligente
«Per le cerimonie religiose, le festività e le commemorazioni funebri occorre una programmazione intelligente. Alcuni programmi che vengono realizzati sono del tutto privi di intelligenza e discernimento. Che cosa dite alla televisione o alla radio riguardo all’Imam Jawad? Sull’Imam Jawad, sull’Imam Hadi, sull’Imam Askari, sull’Imam Reza e sugli altri Imam sono stati scritti testi eccellenti. Io stesso, che ho trascorso la mia vita in questi ambiti, quando li leggo ne traggo beneficio e piacere; perché allora non vengono utilizzati? Esistono numerosi scritti validi, ricerche approfondite e contenuti eloquenti e capaci di rafforzare la fede».
Intervento nell’incontro con il presidente e i dirigenti della Radiotelevisione della Repubblica Islamica dell’Iran – 11 Azar 1383 (1° dicembre 2004)
La grande lezione dell’Imam Jawad
«L’Imam Jawad, come gli altri Imam Immacolati, è per noi esempio, guida e modello. La breve vita di questo degno servo di Dio trascorse nella lotta contro l’empietà e la tirannia. Ancora adolescente fu designato alla guida della comunità islamica e, nel corso di pochi anni, condusse una lotta intensa contro i nemici di Dio, fino al punto che, a soli venticinque anni, la sua presenza divenne insopportabile per loro ed egli venne martirizzato con il veleno. Così come gli altri Imam Immacolati, che attraverso il loro jihad aggiunsero ciascuno una pagina alla gloriosa storia dell’Islam, anche questo nobile Imam incarnò nella pratica una parte fondamentale della lotta complessiva dell’Islam, trasmettendoci una grande lezione.
Quella grande lezione è questa: quando ci troviamo di fronte a poteri ipocriti e ingannatori, dobbiamo adoperarci per risvegliare la consapevolezza del popolo affinché possa opporsi a tali poteri. Se il nemico manifesta apertamente la propria ostilità e non ricorre all’ipocrisia e alla finzione, affrontarlo è più semplice. Ma quando un nemico come al-Ma’mun abbaside si ammanta di sacralità e si presenta come sostenitore dell’Islam, riconoscerlo diventa difficile per la gente. Nella nostra epoca, come in tutte le epoche della storia, i potenti hanno sempre cercato, quando non sono riusciti ad affrontare apertamente il popolo, di ricorrere all’inganno dell’ipocrisia e della doppiezza».
Dichiarazioni nel sermone della preghiera del venerdì – 18 Mehr 1359 (10 ottobre 1980)
A cura di Mostafa Milani Amin

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